LANCIANO - Dal 1' aprile l'Informagiovani ha riaperto le sue porte e venerdì 17 aprile prossimo sarà ufficialmente presentato dall'assessore Bendotti. Ma non si placano le polemiche sulla chiusura, nella primavera dello scorso anno e sul bando che ha portato alla nuova assegnazione.
Pubblichiamo interamente la lettera di Aldo Natale che, per 16 anni, aveva gestito il centro fino alla chiusura, in cui chiede spiegazioni sulla riapertura:
"Una laurea in sociologia o in scienze sociali è il requisito unico necessario per poter essere assunto come coordinatore del Centro Informagiovani di Lanciano, mentre la Legge regionale Informagiovani di settore viene clamorosamente ignorata. Questo recita l’ultimo bando pubblico rivolto sempre a cooperative e sempre a firma dell’Amministrazione Pupillo con le direttive dell’assessore Bendotti.
Un vero peccato, a pensare che il sottoscritto, Aldo Natale, vanta 16 anni di servizio presso lo stesso ufficio (dall’attivazione dello sportello a maggio 2014), e possiede dopo lunghi anni di sacrifici i requisiti richiesti dalla Legge Informagiovani della Regione Abruzzo, ossia la L.R. 8 febbraio 2005, n. 6 Art. 154 Interventi a favore degli Informagiovani
Credo sia sufficiente questa imbarazzante comparazione per capire che forse, se il sottoscritto avesse avuto una laurea in sociologia, il bando indicherebbe quale requisito il possesso di una laurea in filosofia. Sembrerebbe che gli attuali requisiti del bando siano stati adottati per evitare che Aldo Natale torni a svolgere un lavoro per il quale ha ottenuto nel corso degli anni ampi riconoscimenti nazionali, concretizzati nel 2010 con la nomina della città di Lanciano a sede di Coordinamento regionale Informagiovani/Anci.
Dunque, se questa ipotesi fosse vera, si configurerebbe l’esclusione a priori per del sottoscritto per evitare di poter essere attenzionato dai nuovi vincitori della “gara”: eliminata l’esperienza professionale nel settore (la mia è quasi ventennale), eliminati i requisiti di legge e la formazione regionale (sono uno dei pochi in Abruzzo a possederli), eliminata la laurea in filosofia, che vinca il migliore!
Insomma, un’iniziativa che potrebbe apparire ai maliziosi come un tentativo per “salvare la faccia”, ma che viene presentata alla cittadinanza ben pensante come un atto concreto per tornare alla buona politica.
Già, la buona politica da buon padre di famiglia tanto declamata dalla signora Bendotti che non molti mesi fa ha giustificato il suo operato conclusosi (dopo, per il sottoscritto, un drammatico periodo costituito da continue decurtazioni salariali ed il maldestro tentativo di affido di nuovi servizi ad alta professionalità a costo zero euro mese), con il licenziamento dello stesso Aldo Natale facendo riferimento alle mie "
Già, la buona politica della signora Bendotti che oggi punta su una laurea in Sociologia o in Scienze sociali, depauperando l’ufficio Informagiovani dell’esperienza professionale che nel pubblico impiego viene sovente “premiato” con gli scatti di anzianità o con la professionalità acquisita.
Di fronte a tutto ciò, io continuo ad indignarmi e mi chiedo se è per l’eccessivo scalpore di fronte a questo modo di amministrare il bene pubblico che gran parte di opposizione, sindacati e organi di stampa hanno fatto tuonare il loro SILENZIO, che fa veramente male e questo sì che ferisce.
Un silenzio che fa attualmente eco alla pagina con "